GRANO CONTAMINATO, ARRESTATO INDUSTRIALE FRANCESCO CASILLO













 


Guardia di Finanza


NUCLEO REGIONALE POLIZIA TRIBUTARIA PUGLIA


Gruppo Repressione Frodi


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COMUNICATO STAMPA 


Grano duro canadese contaminato da Ocratossina (sostanza fortemente nociva e cancerogena) sequestrato nel porto di Bari lo scorso settembre.  Custodia cautelare in carcere per il “re del gano” Francesco Casillo.


In data odierna militari del Gruppo Repressione Frodi del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria “Puglia”? della Guardia di finanza, su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Trani, Dr. Michele Nardi, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Casillo Francesco, trentanovenne di Corato, “coamministratore e gestore di fatto”? della “MOLINO CASILLO Francesco S.r.l.”? di Corato. La misura restrittiva è stata richiesta dal Sost. Proc. della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Dr. Antonio Savasta, al termine di ulteriori e approfondite attività  di polizia giudiziaria eseguite dalle stesse Fiamme Gialle nel mese di dicembre del 2005.



Allora, il Pubblico Ministero competente dispose una serie di perquisizioni e sequestri, provvedimenti finalizzati, da un lato a porre in sequestro preventivo d’urgenza il prodotto alimentare ormai avviato alla commercializzazione e, dall’altro a reperire tutta la documentazione igienico sanitaria afferente le analisi chimiche eseguite da laboratori pubblici e privati.



Ciò perché, le analisi disposte dalla Procura della Repubblica di Trani ”“ a seguito del sequestro probatorio eseguito nel mese di settembre 2005 sull’intero carico di grano duro di origine canadese, ammontante a circa 58.000 tonnellate, trasportato dalla motonave LOCH ALYN, attraccata nel porto di Bari -, eseguite da laboratori dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, e rese note agli inizi di dicembre, avevano evidenziato la presenza nell’intero carico di Ocratossina, una tossina altamente nociva per la saluta umana, sia per assunzione diretta del prodotto contaminato, sia indirettamente, attraverso il consumo di carni di animali nutriti con mangimi ottenuti dalla decorticazione dei chicchi di grano. Le percentuali della sostanza cancerogena accertate erano superiori, in alcuni casi, a tre volte i limiti massimi consentiti dalla normativa sanitaria comunitaria in materia di alimentazione umana.


L’attività  di polizia giudiziaria eseguita il 15 dicembre u.s. riguardò, oltre le quattro società  importatrici del carico contaminato (“MOLINO CASILLO Francesco S.r.l.”? di Corato, acquirente di circa 48.000 tonnellate; “LOUIS DREYFUS ITALIA S.p.A.”? di Ravenna; “CANDEAL COMMERCIO S.r.l.”? di Foggia e “AGRIVIESTI S.r.l.”? di Altamura), l’”?INDUSTRIA AGROALIMETARE SEMOLERIE GIUSEPPE SACCO S.r.l.”? di Lucera, la “MOLINI TANDOI PELLEGRINO S.p.a.”? di Corato, la “GIANNETTA s.a.s.”?di Castelluccio dei Sauri, la “DE VITA INDUSTRIA AGROALIMENTARE S.r.l.”? di Casalnuovo Monterotaro, società  a cui il grano contaminato era stato ceduto dalla “AGRIVIESTI S.r.l.”? di Altamura, noché la “MOLINO LOIUDICE DONATO & C. s.a.s.”? di Altamura, il “SEMOLIFICIO LOIUDICE s.n.c.”? di Altamura e la “CEREALSUD S.r.l.”? di Altamura, società  quest’ultime che avevano acquistato il grano inquinato dalla “LOUIS DREYFUS ITALIA S.p.a.”? di Ravenna.



Attività  che ha, tra l’altro, costituito motivo di spunto per l’amministrazione comunale di Altamura di apposita mozione consiliare volta a tutelare il grano e i prodotti tipici derivati, nonché di iniziative legali da parte di alcuni imprenditori dell’agro coratino, acquirenti del grano contaminato, formalizzate all’Autorità  giudiziaria inquirente.


Ulteriori elementi probatori sono stati forniti dalle testimonianze rese dai responsabili dei laboratori chimici indipendenti a cui il CASILLO Francesco, in occasione del primo sequestro operato nello scorso settembre, si era rivolto per ottenere, anche con raggiri e false promesse di future commesse una certificazione della assoluta salubrità  del cereale e della totale assenza in esso di sostanze tossiche quali la Ocratossina.


Ciò, nonostante lo stesso imprenditore coratino, che vanta una posizione di monopolio di fatto nel settore della commercializzazione dei cereali e dei suoi derivati, fosse in possesso, sin dal momento dell’acquisto concluso in Canada, di una certificazione della competente Autorità  di controllo canadese attestante la presenza, seppur nei limiti previsti dalla normativa comunitaria, di una contaminazione da Ocratossina del prodotto da importare.



In tal modo, producendo analisi di laboratorio da cui emergeva falsamente l’assenza di agenti patogeni o contaminanti pregiudizievoli alla salute pubblica, il CASILLO, inducendo in errore l’Autorità  Giudiziaria inquirente, riusciva nei primi giorni del mese di ottobre dello scorso anno ad ottenere il dissequestro dell’intero carico contaminato, così da poter introdurre in commercio un prodotto acquistato a prezzi sensibilmente inferiori ai mercuriali dell’epoca, realizzando dolosamente spregiudiucati margini di guadagno e destabilizzando l’equilibrio dell’intero settore.



A Casillo Francesco è stato contestato il reato di cui agli artt. 439 (avvelenamento di acque o di sostanze alimentari) e 440 (adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari) del codice penale, per aver, al fine di trarre ingiusto profitto, trasformato, mediante miscelazione con altro grano, grano duro contaminato da Ocratossina (sostanza cancerogena rilevata oltre i limiti di legge) in semole destinate all’alimentazione e al consumo, adulterando e corrompendo in tal modo il prodotto, in violazione delle norme comunitarie vigenti (che vietano di mescolare grano con percentuale superiore ai 5 pbb – parti per bilione – per grammo con altro prodotto), rendendolo pericoloso per la salute pubblica.



La Procura della Repubblica di Trani, infine, ha provveduto ad informare il competente organo regionale ”“ Assessorato alle Politiche della Salute ”“ in ordine all’esito delle analisi di laboratorio di sanità  pubblica, al fine di porre l’ente nelle condizioni di avviare le eventuali procedure di allerta, previste per legge, sino a livello comunitario.


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Di seguito la notizia pubblicata da www.notizie-online.it


Grano contaminato, arrestato imprenditore Casillo di Corato


Inviato da Pasquale Dibenedetto (martedì 10 gennaio 2006)


L’imprenditore del settore agroalimentare Francesco Casillo, 39 anni, di Corato è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di trani nell’ambito dell’inchiesta sul grano contaminato da ocratossina sequestrato a settembre al porto di Bari.


La sostanza, una muffa ritenuta altamente nociva e potenzialmente cancerogena, era contenuto nella partita di grano canadese, circa 58.000 tonnellate, approdato nel capoluogo pugliese a bordo di una nave la Loch Alyn, battente bandiera di Hong Kong. Il provvedimento è stato disposto dal Gip del Tribunale di Trani Michele Nardi. La misura restrittiva e’ stata richiesta dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Savasta al termine di ulteriori e approfondite attivita’ di polizia giudiziaria eseguite a dicembre. Allora, il Pm dispose una serie di perquisizioni e sequestri che coinvolsero anche diversi mulini, finalizzati da un lato a porre in sequestro preventivo d’urgenza il prodotto alimentare ormai avviato alla commercializzazione e, dall’altro a reperire tutta la documentazione igienico sanitaria afferente le analisi chimiche eseguite da laboratori pubblici e privati.


Le analisi, eseguite da laboratori dell’Ispettorato Centrale Repressioni Frodi de Ministero delle Politiche Agricole, avevano evidenziato la presenza nell’intero carico di Ocratossina, una tossina altamente nociva sia se assunta in maniera diretta che indirettamente, attraverso il consumo di carni di animali nutriti con mangimi ottenuti dalla decorticazione dei chicchi di grano. Le percentuali della sostanza cancerogena accertate erano superiori, in alcuni casi, a tre volte i limiti massimi consentiti dalla normativa sanitaria comunitaria in materia di alimentazione umana.


La Procura della Repubblica di Trani ha provveduto ad informare il competente organo regionale – Assessorato alle Politiche della Salute – in ordine all’esito delle analisi di laboratorio di sanita’ pubblica, al fine di porre l’ente nelle condizioni di avviare le eventuali procedure di allerta, previste per legge, sino a livello comunitario.


A Francesco Casillo e’ stato contestato il reato di avvelenamento, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari e di aver trasformato grano duro contaminato da Ocratossina, in semole destinate all’alimentazione e al consumo, adulterando e corrompendo in tal modo il prodotto.  La Gdf spiega che a carico dell’imprenditore ”elementi probatori sono stati forniti dalle testimonianze rese dai responsabili dei laboratori chimici indipendenti a cui Casillo, in occasione del primo sequestro operato nello scorso settembre, si era rivolto per ottenere, anche con raggiri e false promesse di future commesse, una certificazione della assoluta salubrita’ del cereale e della totale assenza in esso di sostanze tossiche quali la Ocratossina”. E cio’, proseguono le Fiamme Gialle, ”nonostante lo stesso imprenditore coratino, che vanta una posizione di monopolio di fatto nel settore della commercializzazione dei cereali e dei suoi derivati, fosse in possesso sin dal momento dell’acquisto concluso in Canada, di una certificazione della competente Autorita’ di controllo canadese attestante la presenza, seppur nei limiti previsti dalla normativa comunitaria, di una contaminazione da Ocratossina del prodotto da importare”.


Secondo quanto reso noto dalla Guardia di Finanza di Bari Casillo, sarebbe riuscito ”nei primi mesi di ottobre dello scorso anno (precisamente il 7 ottobre ndr) ad ottenere il dissequestro dell’intero carico di grano contaminato” da ocratossina, una sostanza cancerogena e nociva, ”producendo analisi di laboratorio da cui emergeva falsamente l’assenza di agenti patogeni o contaminanti pregiudizievoli per la salute pubblica, inducendo in errore l’Autorita’ Giudiziaria inquirente”. Il grano era stato sottoposto il 23 settembre a sequestro a scopo preventivo dalla Procura della Repubblica di Trani. In questo modo Casillo, il piu’ grosso importatore italiano di cereali, avrebbe ”introdotto in commercio un prodotto acquistato a prezzi sensibilmente inferiori ai ‘mercuriali’ dell’epoca, realizzando dolosamente spregiudicati margini di guadagno e destabilizzando l’equilibrio dell’intero settore.


Infine la Gdf sottolinea che l’attività  di indagine “ha, tra l’altro, costituito motivo di spunto per l’amministrazione comunale di Altamura di apposita mozione consiliare volta a tutelare il grano e i prodotti tipici derivati, nonché di iniziative legali da parte di alcuni imprenditori dell’agro coratino, acquirenti del grano contaminato, formalizzate all’Autorità  giudiziaria inquirente”.


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La Mozione, votata dal Consiglio comunale di Altamura nella seduta del 19 dicembre 2005 e richiamata nel suo comunicato dalla Guardia di Finanza, è disponibile in questo sito (clicca qui), con un paio di articoli della stampa di dicembre 2005.