CRONACA DELL’AVVELENAMENTO DI UN PEZZO DI MURGIA

 


CRONACA DELL’AVVELENAMENTO


DI UN PEZZO DI MURGIA


 


 


Due anni e mezzo fa, nel luglio 2003, associazioni ambientaliste e di agricoltori segnalarono la presenza in alcune zone del territorio Altamura (Contrada Cervoni) e del territorio di Gravina (Contrada Finocchio) di rifiuti e sostanze maleodoranti. Solo nel settembre 2003 e grazie ad una massiccia opera di informazione condotta da tv e quotidiani regionali, la vicenda fu finalmente affrontata con la dovuta attenzione dalle istituzioni. L’area interessata si estende per circa 300 ettari.


Per tutti era “Murgia Avvelenata”?, una sciagura: sotto il profilo ambientale, sanitario, economico. Due le esigenze avvertite con forza: l’accertamento delle responsabilità  ed il ripristino, per quanto possibile, di condizioni ambientali normali attraverso la messa in sicurezza e la bonifica del sito inquinato.


In merito alla prima, la cronaca ha segnalato significative novità  nelle indagini avviate nel settembre 2003 e coordinate dai pubblici ministeri Roberto Rossi e Renato Nitti della Procura di Bari. Undici le persone indagate per traffico illecito in forma organizzata di rifiuti; tre arresti domiciliari disposti l’8 giugno 2004, successivamente (il 24 giugno2004) revocati.


Dagli accertamenti ordinati dai pubblici ministeri è emerso che sui terreni coinvolti, negli ultimi cinque anni, sono state smaltite decine di migliaia di tonnellate di rifiuti, anche speciali, che hanno inquinato il terreno con metalli quali cromo, antimonio, mercurio, stagno. In particolare, «allarmanti» vengono definiti dall’accusa i livelli di cromo riscontrati nel terreno: fino a 4.080 milligrammi per ogni chilogrammo di sostanza prelevata, contro i 41 mgr/Kg contenuti nel terreno naturale e contro gli 800 mgr/kg previsti come limite dalla legge. Dalle analisi è risultato fuori parametro il 73,39% dei campioni (91 su 124) prelevati su suoli del territorio di Altamura, appartenenti all’azienda agricola Quintano; nei terreni ricadenti nel territorio di Gravina era fuori norma invece il 91,43%, ovvero 31 dei 35 campioni prelevati. Secondo la Procura, i rifiuti smaltiti provenivano dall’impianto della società  “Tersan Puglia & Sud Italia”? di Modugno.


Esploso il caso, nel settembre 2003, i Comuni di Gravina e Altamura adottarono due ordinanze con le quali diffidavano i proprietari dei terreni inquinati a realizzare “i necessari interventi di messa in sicurezza d’emergenza, di bonifica e ripristino ambientale”? ai sensi del Decreto Ronchi. Se i responsabili o i proprietari del sito inquinato non provvedono, il decreto impone che gli interventi di messa in sicurezza e di bonifica siano «realizzati d’ufficio dal Comune territorialmente competente e, ove questo non provveda, dalla Regione, che si avvale anche di altri enti pubblici». In tal caso gli interventi sono realizzati a danno dei responsabili, vale a dire gli enti pubblici anticipano le somme necessarie, per recuperarle successivamente.


Scaduto il termine assegnato ai proprietari per la presentazione al Comune del piano di bonifica, non restava dunque che la realizzazione d’ufficio degli interventi. Considerando il costo e la complessità  degli interventi da attuare, i Sindaci di Altamura e Gravina hanno sollecitato l’intervento del “Commissario delegato per l’emergenza ambientale nella regione Puglia”?, Raffaele Fitto.


Nel gennaio 2004, su incarico di Fitto, viene elaborato dall’Università  di Lecce e dall’ARPA (Agenzia regionale per la protezione ambientale) un “documento per la definizione del piano di caratterizzazione”?: la caratterizzazione consiste in analisi e rilievi per comprendere la tipologia, il grado e l’estensione dell’inquinamento del sito al fine di individuare quali misure ed interventi siano necessari per la bonifica. Il documento viene ufficialmente presentato in una Conferenza dei servizi del 22 marzo 2004 convocata da Fitto e che vede la partecipazione di tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti. Nella Conferenza dei servizi del 5 aprile 2004, il piano di caratterizzazione viene approvato da tutti, ad eccezione dell’avvocato che rappresenta una delle comproprietarie dell’area inquinata di Altamura. L’avvocato comunica, per la prima volta, l’intenzione della propria assistita di “presentare, nei termini e modi di legge, un progetto di bonifica delle aree inquinate”? e chiede “che si sospenda il procedimento in attesa di ricevere ed esaminare detto progetto di bonifica”?.


Fitto rimette nei termini i proprietari, termini ”“ a dire il vero ”“ che erano già  stati assegnati con le ordinanze comunali ed erano ampiamente ed inutilmente scaduti: con una nota dell’8 aprile 2004 concede 20 giorni per la trasmissione del loro Piano di caratterizzazione, «non ottemperando ”“ precisa ”“ questo Commissario delegato eserciterà , senza ulteriore preavviso, i poteri sostitutivi in danno». Il 3 maggio 2004 i proprietari comunicano che l’accesso al terreno inquinato è loro precluso dal sequestro disposto, mesi addietro, dalla Procura barese, accesso necessario ”“ scrivono ”“ per la redazione del piano di caratterizzazione; chiedono altri 40 giorni “decorrenti dall’autorizzazione all’accesso che deve essere rilasciata”? dalla Procura. In realtà , l’accesso ai luoghi, richiesto dai proprietari il 27 aprile 2004, era già  stato autorizzato il 28 aprile 2004 dal Sostituto Procuratore Renato Nitti.


Con la nota del 3 maggio 2004, i Quintano trasmettono alcune schede elaborate da propri tecnici in cui sono descritte le operazioni di caratterizzazione ritenute necessarie. Messi a confronto, il piano di caratterizzazione elaborato a gennaio dall’Università  di Lecce e dall’ARPA ed il documento preparato a maggio dai tecnici incaricati dai proprietari del sito, a grandi linee, presentano delle analogie, tranne alcune significative differenziazioni:


a) numero di campioni di terreno da analizzare


b) superficie da indagare;


c) frequenza di analisi di acque prelevate da pozzi presenti nell’area;


e) tempo di attuazione del piano di caratterizzazione;


Il Commissario replica anche questa volta, con una nota del 17 maggio 2004 che tradisce una buona dose di disappunto: «in sede di Conferenza dei servizi nella seduta del 05 maggio 2004 ”“ scrive ”“ è stata espressa determinazione conclusiva favorevole alla approvazione del piano di caratterizzazione, nello specifico delle aree di proprietà  Quintano-Lauriero. I proprietari dei terreni contaminati, in presenza di una concreta e reale volontà  di adempiere, possono provvedere ad inviare proprie motivate variazioni e modifiche del predetto piano di caratterizzazione”¦ Pertanto ”“ conclude Fitto ”“ in mancanza della trasmissione entro 7 giorni di tali variazioni e modifiche, questo Commissario delegato procederà , senza ulteriore preavviso, ad approvare il piano di caratterizzazione di cui alla Conferenza di servizi del 05 Aprile 2004».


I proprietari dei terreni contaminati, il 25 maggio 2004, scrivono ancora al Commissario Fitto ed al Comune. Ribadiscono la volontà  di procedere “in proprio”? alla bonifica delle “aree che dovessero risultare inquinate”? e comunicano di avere nominato propri tecnici per la redazione del Piano di caratterizzazione che andrà  a recepire il documento predisposto dall’Università  di Lecce e dall’ARPA. Rinnovano la richiesta, già  formulata all’inizio del mese, di un ulteriore termine di 40 giorni per la redazione del piano di caratterizzazione.


Il 29 luglio 2004 si tiene la conferenza di servizi per l’approvazione del piano di caratterizzazione presentato dai proprietari dei terreni contaminati. Sono presenti tutti i soggetti pubblici e privati interessati coinvolti. Il piano di caratterizzazione presentato dai proprietari dei terreni contaminati viene approvato con una serie di prescrizioni previste nel piano redatto dall’ARPA Puglia e con la definizione di un tempo di realizzazione del piano pari a 6 mesi a partire dal 1° settembre 2004.


Il tempo passa inesorabilmente, al 28 febbraio 2005 data di scadenza dei sei mesi previsti per l’attuazione del piano di caratterizzazione la situazione rimane invariata rispetto a quanto denunciato nel luglio 2003.


Solo il 15 Marzo 2005 i proprietari dei terreni contaminati comunicano al Commissario delegato per l’emergenza ambientale nella regione Puglia l’inizio dei lavori preliminari per l’attuazione del piano di caratterizzazione approvata nella conferenza di servizi del 29 luglio 2004.


Le operazioni di caratterizzazione del sito che dovevano iniziare il 1° settembre 2004 e completarsi entro il 28 febbraio 2005 sono invece iniziate soltanto il 17 maggio 2005 con le operazioni di carotaggio.


Questo ritardo ha notevolmente aumentato il rischio di contaminazione delle falde e del sottosuolo. Sarebbe quindi necessario effettuare nell’immediato un’analisi delle acque di falda e dei pozzi circostanti l’area interessata dallo sversamento. Analisi che, senza un’idonea messa in sicurezza, andrebbero ripetute periodicamente (ogni 3 mesi) al fine di ottenere un monitoraggio costante dello stato di inquinamento del sito, fino alla ultimazione dei lavori di bonifica.


Sarebbe inoltre necessario che le istituzioni interessate effettuino una verifica delle fasi e dei tempi delle analisi già  effettuate. Ad esempio le operazioni di carotaggio sono state effettuate in sole due settimane (dal 17 maggio al 3 giugno 2005) a fronte delle otto previste dal cronoprogramma adottato in sede di Conferenza di servizi del 29 luglio 2004. Ciò significa che i 590 sondaggi previsti dal piano sono stati effettuati con una media di 50 al giorno!


È altresì indispensabile che il completamento dei lavori di caratterizzazione rispetti la tempistica prevista dal cronoprogramma e non subisca ulteriori ritardi e che vengano rispettati i divieti promulgati con le ordinanze del Comune di Altamura relative alla sospensione di ogni attività  di pascolo e di coltivazione.


A giorni, probabilmente il 28 novembre 2005, dovrebbero essere resi noti i risultati (dei laboratori prescelti dai proprietari) delle analisi dei campioni prelevati durante le operazioni di carotaggio.


Due anni e mezzo dalla denuncia dell’inquinamento della Murgia per conoscere i risultati delle analisi di laboratorio!


E per ultimare la caratterizzazione ed elaborare un piano di interventi per la messa in sicurezza e bonifica quanti anni occorreranno?


Chi pagherà  questi costi? La Regione, che ha già  dichiarato di mettere a disposizione due milioni e mezzo di euro? O i proprietari dei terreni ed i responsabili dell’inquinamento, come prevede ed impone il Decreto Ronchi?


A tale riguardo, pochi mesi fa (giugno 2005) è stato respinto in quanto inammissibile, dopo essere stato rigettato dal Tar Puglia, il ricorso straordinario presentato dalla società  Tersan Puglia al Presidente della Repubblica, finalizzato a far dichiarare illegittima l’ordinanza con la quale il Comune di Altamura intimava la società  (supposta responsabile dello spargimento) ad effettuare “i necessari interventi di messa in sicurezza d’emergenza, di bonifica e ripristino ambientale”? ai sensi del Decreto Ronchi.


 


Nel frattempo, tra una conferenza e l’altra, i VELENI della Murgia continuano a diffondersi. Con buona pace della tutela della salute e dell’ambiente.


 


ENZO COLONNA (consigliere comunale)


GIACINTO FIORE (segretario)


 


MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA


Vico S. Mercadante, Altamura


Per contatti: enzo@altamura2001.com


 


 


 


 





 


 


I SERVIZI TV DI MAURO DENIGRIS


PER ANTENNASUD


 


Di seguito i links da cui è possibile seguire in audio e video tre servizi diffusi il 21 e 22 novembre 2005 e realizzati dal giornalista Mauro Denigris per Antennasud:


 


PER I VELENI DELLA MURGIA PAGHERANNO I VERI RESPONSABILI? (clicca qui)


 


FANGHI SULLA MURGIA: ALTAMURA AVVELENATA (clicca qui)


 


 


FANGHI SULLA MURGIA: SERVONO 2,5 MILIONI (clicca qui)