CROMO ED ALTRI METALLI PESANTI NEI TERRENI DEL PARCO

E’ quanto emerge dalle indagini che stamani hanno portato all’emissione di tre provvedimenti restrittivi agli arresti domiciliari nei confronti di altrettante persone accusate di traffico illecito di rifiuti in forma organizzata su terreni dell’Alta Murgia barese. Sulla vicenda indaga anche la commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie. Lo sversamento di rifiuti fu scoperto nel settembre 2003, quando la magistratura barese dispose il sequestro di circa 300 ettari di terreno nelle località  «Cervoni», nelle campagne di Altamura, e «Finocchio», nel territorio di Gravina in Puglia, sui quali erano stati sversati i rifiuti. Nell’ambito dell’inchiesta, nelle scorse settimane, agli undici indagati, tutti accusati di traffico illecito in forma organizzata di rifiuti, reato previsto dal decreto Ronchi, la Procura di Bari fece notificare avvisi di proroga delle indagini. Nell’inchiesta risultano formalmente indagati Silvestro Delle Foglie (arrestato oggi) e sua moglie Sabina Cirone, rispettivamente amministratore di fatto e legale rappresentante della «Tersan Puglia e sud Italia» con sede a Modugno (Bari). La Tersan è una società  autorizzata alla produzione di fertilizzanti per l’agricoltura ottenuti mediante il trattamento di fanghi e rifiuti provenienti da concerie della Toscana e da impianti di triturazione di rifiuti solidi urbani di Caivano (Caserta). Sono inoltre indagati i quattro autotrasportatori che, secondo l’accusa, hanno materialmente trasportato i rifiuti sulla Murgia (Tommaso, Filippo, Giovanni e Filippo Loporcaro), e i proprietari dei terreni sui quali i rifiuti sono stati smaltiti: Giuseppe Quintano, un suo omonimo, Lucia Mangione e i suoi dipendenti Angelo e Giovanni Nuzzi. Secondo i pm, la Tersan con i fanghi e i rifiuti che riceveva in cambio di danaro si impegnava a produrre ammendante per uso agricolo. Tuttavia, ritiene l�accusa, non solo riceveva una tipologia di rifiuti che non avrebbe potuto ricevere, ma produceva una qualità  di compost che non era utilizzabile in agricoltura. Il compost prodotto veniva quindi,, sempre secondo i pm, venduto come fertilizzante ai Quintano e a una società  intestata a una figlia di Delle Foglie, e veniva poi cosparso su terreni non coltivati. Tersan, invece, ha sempre respinto le accuse: in sostanza spiega di aver smaltito residui di produzione nella zona della Murgia interessata dall’indagine penale ma sostiene che sul materiale depositato sono stati cosparsi successivamente da sconosciuti rifiuti speciali (contenenti materiale plastico) che la società  barese non ha mai trattato. Alcune delle argomentazioni accusatorie sono frutto delle risultanze del dibattimento che il 27 febbraio scorso si è concluso con la condanna in primo grado di Delle Foglie e Cirone, rispettivamente a un anno e due mesi e a sette mesi di reclusione, per violazione delle norme sul trattamento e sullo smaltimento dei rifiuti, di quelle sull’inquinamento atmosferico e per frode nell’esercizio del commercio. In quel processo i due imputati erano accusati di aver trattato, tra settembre 1998 e novembre 2003, fanghi che non avrebbero potuto trattare perché contenenti metalli pesanti (cadmio, cromo, zinco ed altro); di aver mescolato i fanghi ai rifiuti solidi urbani triturati ricevuti e di aver smaltito il tutto su terreni di proprietà  della Tersan a Mariotto, ex frazione di Bitonto. [Fonte: http://www.gdmland.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_PROV_01.asp?IDCategoria=273&IDNotizia=111894. Data: 8/6/2004]


 


ORA E’ ALLARME CROMO


Negli ultimi cinque anni, dal 1999 al 2003, sono stati smaltiti su circa 300 ettari dell’Alta Murgia barese 176.700 tonnellate di rifiuti anche speciali che, pur senza intaccare la falda sotterranea, hanno inquinato il terreno con metalli quali cromo, antimonio, mercurio, stagno, zinco, oltre a materiale contenente il batterio della salmonella. Sui suoli sono stati anche trovati rifiuti in plastica, siringhe, lacci e tubi di dentifricio.
E’ quanto emerge dalle indagini che hanno portato oggi all’emissione di tre ordinanze di custodia cautelare per traffico illecito di ingenti quantitativi di rifiuti in forma organizzata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari sull’inquinamento di circa 300 ettari del neo-istituito Parco dell’Alta Murgia. «Allarmanti» vengono definiti dall’accusa i livelli di cromo riscontrati nel terreno: fino ad un massimo di 4.080 milligrammi per ogni chilogrammo di sostanza secca prelevata, contro i 41 mgr/Kg contenuti nel terreno naturale e contro gli 800 mgr/kg previsti dalla legge.
Dagli accertamenti eseguiti emerge che è risultato fuori parametro il 73,39% dei campioni prelevati (91 su 124) su suoli in località  «Cervone», ad Altamura, appartenenti all’azienda agricola Quintano, gestiti da uno degli arrestati, Giuseppe Quintano, sui quali sono stati sversati rifiuti; per il terreno più piccolo, e solo in parte interessato dallo sversamento di rifiuti, quello di Gravina in Puglia, era fuori norma invece il 91,43%, ovvero 31 dei 35 campioni prelevati.
Sui suoli riconducibili a Quintano è stata riscontrata dai consulenti della Procura la presenza di mercurio (massimo 6 milligrammi contro i 5 previsti dalla legge e lo 0,70 contenuti nel terreno naturale); di antimonio (158 mgr riscontrati contro il limite legale di 30 e contro l’assenza del metallo nel terreno naturale); e stagno (611 il valore riscontrato contro i 350 mgr della legge e i 0,6 del terreno naturale). Anche su questi terreni, secondo l’accusa, Quintano dal 1999 al 2002 ha coltivato e venduto circa 480.000 chilogrammi di grano. Tuttavia, i pm inquirenti, Roberto Rossi e Renato Nitti, affermano di «non aver alcun elemento per poter affermare che il grano sia stato contaminato dalla presenza dai metalli smaltiti sul suolo».
A Gravina invece è stata trovata sui terreni la salmonella fino ad un valore massimo 270.000 mpn/grs.s.: la presenza del batterio non è ammessa dalla legge.
Secondo la Procura, i rifiuti smaltiti sui 300 ettari di terreni provenivano dalla società  per azioni di Modugno (Bari) «Tersan Puglia e Sud Italia», il cui amministratore di fatto è Silvestro Delle Foglie, di 64 anni, uno dei tre arrestati, che nel suo stabilimento trattava in quel periodo fanghi di depurazione provenienti dai consorzi conciari della Toscana, rifiuti solidi urbani della città  di Andria e farine disoleate. I componenti chimici contenuti in questi rifiuti, ritiene l’accusa, sono gli stessi che sono stati trovati sui terreni inquinati della Murgia.
I trasporti dei rifiuti smaltiti sulla Murgia, ritengono di aver accertato gli uomini del Corpo forestale dello Stato, sono stati fatti dall’autotrasportatore, Giovanni Loporcaro, colpito anch’egli dalla misura cautelare, per aver compiuto almeno due-tre trasporti al giorno per cinque anni. [Fonte: http://www.gdmland.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_PROV_01.asp?IDCategoria=273&IDNotizia=111925. Data: 8/6/2004]